DONNOLI FRANCESCO ALFONSO

biografia

Francesco Alfonso Donnoli, figlio di Andrea, nacque a Montalcino (SI) nel 1636. Ebbe un fratello di nome Angelo e uno zio Giovanni Battista. Dai profili biografici, ancora ottocenteschi (De Angelis 1824), si sa che studiò e si dottorò in Medicina a Siena, che si spostò in Friuli e poi a Venezia, ma viaggiò anche a Roma e Napoli, probabilmente per ingraziarsi i potenti dell’epoca, come si deduce dalle dediche altisonanti dei suoi libri. Fu protetto dal Patriarca di Aquileia Giovanni Dolfin (1617-1699), al quale dedicò le Poesie liriche (1669). Pubblicò a Venezia Il medico pratico, cioè Della vita attiva, con la qual può regolarsi ogni medico (1666, con ritratto del Donnoli all’età di trent’anni), dedicato al Granduca di Toscana Ferdinando III de’ Medici, e il De iis, qui semel in die cibum capiunt liber (1674) per Cosimo III de’ Medici. Il Donnoli era in procinto di partire per Roma per diventare medico del cardinale Girolamo Farnese, ma l’improvvisa morte di quest’ultimo il 18 febbraio 1668 (Andretta 1995), frenò la sua partenza. Rimasto in laguna, scrisse delle odi celebrative in occasione della Guerra di Candia (1645-1669). Redasse numerose opere di carattere encomiastico e celebrativo, come l’Oda (1677) al re di Francia Luigi XIV, l’Oda (1688) a Ferdinando III de’ Medici di passaggio per Padova, Il caduceo tra le rose (1703) per Francesco Loredan, e molte altre. Fu autore anche del melodramma La Danae (1680, con bel ritratto a stampa), ambientata nella città di Argo e di un’opera di argomento religioso, Il Giobbe toscano (1708) dedicato al papa Clemente XI. Tra le opere relative a Padova si segnala quella edita in occasione del completamento della cappella del Santissimo Sacramento nella cattedrale di Santa Maria Assunta (Per la nuova cappella del ss.mo sagramento […], 1704). Iniziò a insegnare a Padova nel 1682 alla cattedra di Medicina teorica in secundo loco (Papadopoli 1726), finché nel 1702 passò a quella di Medicina teorica straordinaria in primo loco (Facciolati 1757). Di lui si conserva la lezione inaugurale edita a stampa nel 1682, ma anche quella del 1685 (Ventura 2013). Il Donnoli, insieme a Omobono Pisoni, era uno degli esponenti dell’empirismo filo-galenico e, pertanto, non vedeva di buon occhio le novità della medicina sperimentale di Domenico Guglielmini, di Giovanni Battista Morgagni e di Antonio Vallisneri. Il Donnoli era un tradizionalista tanto da suggerire che si dovesse “sostenere la nostra antica medicina, la nostra antica filosofia, per tenerci in Italia le nostre scuole diverse dalle loro [Oltramontani], acciò venendo allo Studio gli Oltramontani, conoschino […] la diversità delle nostre scuole dalle loro” (Dooley 1988). La querelle tra empiristi e razionalisti infervorava gli animi, tanto che il Donnoli pubblicò la Bellum civile medicum prolusio (Padova 1705), alludendo al De bello civili di Giulio Cesare, a cui replicò Guglielmini nello stesso anno sotto il falso nome di “Julius Monilienus” (Fabroni 1779; Ongaro 1992). Fece parte dell’Accademia dei Ricovrati (Maggiolo 1983) e, in quanto tale, partecipò al testo celebrativo Al serenissimo Silvestro Valiero (1695), doge dall’anno precedente. Secondo la lastra tombale morì il 6 gennaio 1724 (Benucci 2005), secondo Giormani il 9 gennaio (Giormani 1985), e fu sepolto in San Francesco Grande.

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cronologia

tipologia tomba

posizione nell'edificio

Chiostro, parete sud.

provenienza

Padova, chiesa di San Francesco Grande, navata centrale.

matriali e tecniche

Pietra bianca.

iscrizioni

stato di conservazione

note storico-critiche

La lastra tombale, munita di anelli per l’apertura, si trovava all’inizio dell’Ottocento al centro della navata, ma ne fu rimossa e affissa insieme a molte altre sulle pareti del chiostro nel 1862, in occasione del rifacimento della pavimentazione della chiesa, quando vi fu inciso in capo il numero 27. Il testo epigrafico indicava la tomba del Donnoli e della famiglia, ma già prima del 1803, per mancanza di eredi, il sepolcro era passato in uso alla chiesa (Benucci 2005). Oltre all’iscrizione che indica la provenienza da Montalcino, l’insegnamento di Medicina nello Studio di Padova e la data di morte, è presente anche l’arma familiare parlante, alla donnola rampante rivoltata, con un fiore in bocca e in capo una stella a otto punte, senza scudo ma circondata da due rami di palma. L’arma è confrontabile con quelle edite a stampa ne Il medico pratico del 1666 (in posizione canonica e senza fiore in bocca) e ne La Danae del 1680 (senza fiore in bocca, con scudo circondato da due rami di palma, con una stella a sei punte).

bibliografia

Nicolai Comneni Papadopoli Historia Gymnasii Patavini, Sebastiano Coletti, Venetiis 1726, I, p. 177; Jacobi Facciolati Fasti gymnasii Patavini, Typis Seminarii, Patavii 1757, pp. 365, 369; Angelo Fabroni, Vitae italorum doctrina excellentium qui saeculis XVII et XVIII floruerunt, volume 4, excudebat Carolus Ginesius, Pisis 1779, pp. 357-358; Luigi De Angelis, Biografia degli scrittori sanesi, nella Stamperia Comunitativa presso Giovanni Rossi, Siena 1824, pp. 273-276; Attilio Maggiolo, I soci dell’Accademia Patavina dalla sua fondazione (1599), Accademia Patavina di Scienze Lettere ed Arti, Padova 1983; Virgilio Giormani, I precedenti dell’istituzione di un insegnamento chimico all’Università di Padova, «Quaderni per la Storia dell’Università di Padova», 18 (1985), pp. 43-91: 51, 58, 64; Brendan Dooley, La scienza in aula nella rivoluzione scientifica: dallo Sbaraglia al Vallisneri, «Quaderni per la Storia dell’Università di Padova», 21 (1988), pp. 23-41; Giuseppe Ongaro, Morgagni uditore a Padova nel 1707, «Quaderni per la Storia dell’Università di Padova», 25 (1992), pp. 323-358: 326, 345, 350; Stefano Andretta, Farnese, Girolamo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 45, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1995, pp. 95-98; Franco Benucci, Epigrafi e lastre tombali ora conservate nel chiostro di San Francesco Grande in Padova. Rilevamento autoptico condotto dal 30.11 al 5.12.2003, Associazione Culturale The Andromeda Society, Padova 2005, p. 14; Iolanda Ventura, Le lezioni inaugurali dei corsi di Medicina dell’Ateneo di Padova tra Seicento e Settecento: appunti per una indagine tipologica, «Quaderni per la Storia dell’Università di Padova», 46 (2013), pp. 182- 220: 188-194.

autore scheda

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