PASSERA GIOVANNI

biografia

Giovanni Passera (Passeri) Genova (de Ianua, Genua), figlio di Gerardo, fu un illustre professore di Chirurgia e medico dei Carraresi (Pesenti 1984; riferimenti bibliografici in Tommasi 2005), da non confondersi con l’omonimo Giovanni Passera, figlio di Antonio, che floruit nel 1443 e morì dopo il 1476. Il Gloria (1888) aggiunge anche al cognome il predicato “de Pera”, per cui si può solo ipotizzare la suggestiva nascita a Pera, posta di fronte a Costantinopoli, che fu colonia genovese dal Duecento fino alla dedizione ai Turchi nel 1453. Le informazioni biografiche seguenti sono raccolte dal citato Gloria: Giovanni era studente nel 1387 e nel 1389 ed era dottorato in Chirurgia entro il 1392 e in Medicina nel 1393. Insegnò Chirurgia almeno nel 1394. I documenti lo vedono spesso all’interno della Reggia Carrarese; in particolare nel 1399 Francesco Novello da Carrara gli fece una donazione in virtù dei servizi resi alla famiglia signorile. Poco tempo prima della caduta di Padova nelle mani della Serenissima (17 novembre 1405), il Novello, tramite il figlio Francesco III, donò a Giovanni “suo medico e famigliare” una schiava etiope di nome Maria (ottobre 1405) e poi una schiava indiana di nome Barbara (10 novembre). Ebbe un figlio di nome Francesco che fu lettore di Chirurgia a Padova nel 1421, insegnò Filosofia a Bologna nel 1452-1453 e fu chiamato a esaminare nel 1463 le spoglie di San Luca nella basilica di Santa Giustina (Pesenti 1984). Giovanni senior morì quasi certamente nel 1426 e fu sepolto nella chiesa degli Eremitani.

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cronologia

tipologia tomba

posizione nell'edificio

Anticappella Ovetari, a pavimento.

provenienza

Padova, chiesa dei Santi Filippo e Giacomo degli Eremitani, affissa in navata.

matriali e tecniche

Rosso ammonitico di Verona.

iscrizioni

stato di conservazione

note storico-critiche

La lastra è caratterizzata dalla presenza al centro dell’arma familiare entro scudo ogivale circoscritto da una cornice quadrilobata. La data incisa sul manufatto (giugno 1426) non si riferisce alla morte del professore, ma all’esecuzione della memoria funebre (“sepulcrum […] constructum”). L’espressione “Ianua me genuit” si ispira al noto epitaffio di Virgilio, utilizzato in molte altre epigrafi padovane, tra cui quella più antica di Bovettino Bovettini (“Mantua quem genuit”) situata vicino alla porta nord della Cattedrale (Benucci, Foladore 2008). Scardeone (1560) registrò l’epitaffio del Passera sul pavimento della navata, mentre Tomasini (1649) quasi certamente si sbagliò collocandola nel chiostro, poiché più tardi Salomonio (1701) la vide ancora nella navata, sul pavimento vicino alla cappella Cortellieri. L’erudito ricorda ancora un’iscrizione posteriore vicina, di fatto sulla stessa lastra, quella di Palmerino Passera del 1686. Per ulteriori rimandi bibliografici sull’iscrizione si veda Benucci (2005-in corso).

bibliografia

Bernardinii Scardeonii De antiquitate urbis Patavii, apud Nicolaum Episcopium iuniorem, Basileae 1560, p. 425; Iacobi Philippi Thomasini Urbis Patavinae inscriptiones sacrae, et prophanae, Typis Sebastiani Sardi, Patavii 1649, p. 158 n. 55; Jacobi Salomoni Urbis Patavinae inscriptiones sacrae et prophanae, sumptibus Jo. Baptistae Caesari Typogr. Pat., Patavii 1701, p. 214 n. 8; Andrea Gloria, Monumenti della Università di Padova (1318-1405), Tipografia del Seminario, Padova 1888, pp. 428-429; Tiziana Pesenti, Professori e promotori di Medicina nello Studio di Padova dal 1405 al 1509. Repertorio bio-bibliografico, Edizioni Lint, Trieste 1984, pp. 163-165; Franco Benucci, Corpus dell’Epigrafia Medievale, 2005-in corso, scheda 106. Ss. Filippo e Giacomo 14, consultabile online: http://cem.dissgea.unipd.it/; Ornella Tommasi, I beni e la biblioteca di Bartolomeo Gozadori da Mantova, physice doctor(1360 c.-1405), «Quaderni per la Storia dell’Università di Padova», 38 (2005), pp. 3-32: 6-8; Franco Benucci, Giulia Foladore, ‘Iscrizioni parlanti’ e iscrizioni ‘interpellanti’ nell’epigrafia medievale padovana, «Padua Working Papers in Linguistics», 2 (2008), pp. 56-133: 82, 103, 109, 116 nota 93, 118-119.

autore scheda

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