SELVATICO BARTOLOMEO

biografia

Bartolomeo Selvatico nacque nel 1533 da Girolamo e Costanza Descalzi, uniti in matrimonio l’anno precedente (Franceschi 2005). Insegnò Diritto Civile nello Studio patavino dal 1554, iniziando con la spiegazione delle Institutiones di Giustiniano (per il suo stipendio: Panciroli 1637). Fu, inoltre, consultore della Repubblica di Venezia, la quale lo onorò con il titolo di cavaliere di San Marco, e divenne membro dell’Accademia dei Ricovrati nel 1599 (Maggiolo 1983). Un suo ritratto a stampa è presente negli Elogia di Tomasini (1630). Dal suo matrimonio con Adriana de Lazara, avvenuto nel 1558, nacquero Alvise, Giovanni Battista, Francesco, Pietro (uno dei quali dovette premorire al padre, come si evince dal testo epigrafico) e, soprattutto, Benedetto, famoso medico e professore sepolto nella Cattedrale. Proprio Benedetto donò nel 1631 i libri del padre alla nascente Biblioteca Universitaria di Padova (Mantovani 1984). All’epoca del Tomasini (1630) i figli di Bartolomeo conservavano alcuni manoscritti delle sue opere non ancora edite a stampa: i Consilia multa de rebus gravioribus, i Commentarii in eas partes iuris e il Tractatus de Iurisdictione. Fu edito soltanto nel 1658 il volume Consilia, sive responsa (Vtini, apud Nicolaum Schiratti). Tra le operazioni edificatorie di Bartolomeo è noto il caso dell’acquisizione e della ristrutturazione della villa di Sant’Elena a Battaglia Terme sui Colli Euganei (Mancini 2005). Morì a settant’anni il 20 settembre 1603 e fu sepolto nella Cattedrale, luogo in cui è ricordato da una targa fatta apporre dal fratello Girolamo e da quattro dei cinque figli. Il vivido ritratto di committente in preghiera che compare nella limitrofa tela con San Girolamo penitente (1612) di Pietro Damini è stato identificato ora in Bartolomeo (Fantelli 1993) ora in Girolamo (Fossaluzza 2015).

cronologia

tipologia tomba

posizione nell'edificio

Cappella di San Girolamo.

matriali e tecniche

Marmo nero.

iscrizioni

stato di conservazione

note storico-critiche

L’“elogio sepolcrali magnifico” (Papadopoli 1726) si trova sulla destra dell’altare di San Girolamo. Come attesta Tomasini (1630), la lastra era posta sotto la statua marmorea (probabilmente un busto) del defunto (“marmoreae illius statuae subiecta”), ancora esistente all’epoca di Salomonio (1701). Quest’ultimo ci fornisce una descrizione precisa del complesso, con l’iscrizione nella stessa posizione di oggi, ma anche specificando il fatto che fosse in pietra Lidite (pietra di paragone) e che le lettere fossero dorate: “in pariete ad dexteram Altaris S. Hieronymi, sub Doctoris, & Eq. Imagine in Lydio lapide literis aureis”. Pur avendo perso il busto già all’epoca di Ferretto (1814), l’iscrizione ha mantenuto la sua collocazione (Checchi, Gaudenzio, Grossato 1961; Bellinati 1977). L’iscrizione celebra le qualità professionali e morali del defunto: il patrizio si dedicò all’insegnamento del Diritto civile e canonico all’Università per ben cinquant’anni, fu consultore della Serenissima in occasione di importanti ambascerie e ne fu ricompensato col titolo cavalleresco. L’iscrizione, voluta dal fratello Girolamo Selvatico e da quattro dei figli di Bartolomeo, è stata presa a modello per quella di Benedetto Selvatico nella cappella di San Lorenzo Giustinian.

bibliografia

Iacobi Philippi Thomasini Illustrium virorum Elogia jconibus exornata, apud Donatum Pasquardum & Socium, Patavii 1630, pp. 217-222; Guidi Panziroli De claris legum interpretibus libri quatuor, apud Marcum Antonium Brogiollum, Venetiis 1637, pp. 397-398; Jacobi Salomoni Urbis Patavinae inscriptiones sacrae et prophanae, sumptibus Jo. Baptistae Caesari Typogr. Pat., Patavii 1701, p. 16 n. 77; Nicolai Comneni Papadopoli Historia Gymnasii Patavini, apud Sebastianum Coleti, Venetiis 1726, pp. 261-262; Giacomo Ferretto, La Cattedrale. Il Vescovato, 1814, manoscritto, Padova, Biblioteca Civica, BP.156.1, p. 41; Marcello Checchi, Luigi Gaudenzio, Lucio Grossato, Padova. Guida ai monumenti e alle opere d’arte, Neri Pozza, Venezia 1961, p. 554; Claudio Bellinati, Appendice. Epigrafi e iscrizioni, in Claudio Bellinati, Umberto Gamba, Giulio Bresciani Alvarez, Lucio Grossato, Il Duomo di Padova e il suo Battistero, Sarmeola di Rubano (PD) 1977, pp. 53-67: 60; Attilio Maggiolo, I soci dell’Accademia patavina dalla sua fondazione (1599), Accademia Patavina di Scienze Lettere ed Arti, Padova 1983, p. 305; Gilda Mantovani, Un fondo di edizioni giuridiche dei secoli XV-XVII: il «dono Selvatico», Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 1984; Pier Luigi Fantelli, San Girolamo penitente, in Pietro Damini 1592-1631. Pittura e Controriforma, catalogo della mostra (Padova, Palazzo della Ragione, 15 maggio – 30 settembre 1993), a cura di Davide Banzato e Pier Luigi Fantelli, Electa, Milano 1993, cat. 10 pp. 104-105; Alessandra Franceschi, I Selvatico, vicende familiari e patrimoniali, «Padova e il suo territorio», XX (2005), 116, pp. 4-7; Vincenzo Mancini, La prima villa Selvatico sul colle “della Stupa” a Battaglia Terme, «Padova e il suo territorio», XX (2005), 116, pp. 15-16; Giorgio Fossaluzza, I dipinti della Cattedrale di Padova del Sei e Settecento. Osservazioni, proposte e ipotesi, in La Cattedrale di Padova. Archeologia Storia Arte architettura, a cura di Girolamo Zampieri, L’Erma di Bretschneider, Roma 2015, pp. 303-432: 385-388.

autore scheda

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